Attività artistiche e di pensiero creativo, con un’attenzione particolare verso la stimolazione delle funzioni esecutive-attentive e lo sviluppo personale di un proprio talento espressivo e ideativo (creatività). Percorsi rivolti al singolo soggetto e al gruppo e ad operatori educativi e sanitari.
Percorso artistico e di pensiero creativo
L’artista e lo scienziato hanno diversi punti in comune tra cui la creatività e il pensiero logico abduttivo: l’immaginare, il realizzare e lo sviluppo di un’opera è un vero e proprio problem solving, un’attività nella quale bisogna organizzare, pianificare i diversi step, effettuare continue modifiche in base ai feedback, gestire più compiti in serie o in parallelo, esercitare varie tipologie di pensiero da quello logico a quello laterale, con l’espressione e l’ingaggio di aspetti emotivi e talvolta spirituali. Un’operazione nel “qui e ora”, nella quale si vanno a stimolare sia i sistemi cosiddetti irrazionali, ovvero quelli del pensiero libero (DMN) sia i sistemi cosiddetti razionali ovvero sotto l’egida del sistema attentivo esecutivo (CEN), come nel modello di Lavazza e Manzotti (2011), per entrare in uno “stato di flusso” (probabilmente SN) durante l’esecuzione e anche la fruizione creativa.
È sempre più evidente la centralità del sistema motorio e il forte contributo per lo sviluppo nei diversi ambiti cognitivi fornito dall’“azione” come emerge oramai da diversa letteratura neuroscientifica internazionale. L’attività artistico-sportiva che si basa sulla motricità complessa, in uno stato emotivo motivazionale centrato e indirizzato verso la sollecitazione multisensoriale delle funzioni attentivo-esecutive (e pertanto della memoria di lavoro) sarebbe tra quelle da privilegiare come sostegno nei set abilitativi e come componente necessaria nei programmi scolastici e sportivi.
