Nel contesto sportivo viene avviato il Cognitive Sport Training Metodo Benso ® dove si strutturano gli allenamenti secondo i principi fondanti del metodo stesso (attivazioni, doppi compiti, tarature, potenziamento memoria di lavoro). Vi sono già diversi protocolli adattati a diverse discipline sportive e sperimentazioni avvenute e in atto sul potenziamento ottenuto sul sistema attentivo esecutivo e sulla memoria di lavoro. Sistemi importanti per sostenere anche le attitudini scolastiche. Vi sono, infatti, sperimentazioni pubblicate di evidenti potenziamenti ottenuti con l’applicazione del metodo nei programmi scolastici. Anche in questi contesti si esprimono le tecniche di empatia motivante e di meditazione dinamica consapevole.
Cognitive Sport Training
FRANCESCO BENSO, MASSIMILIANO BARDUCO, MICHELE BENSOI tecnici aderenti al percorso formativo dovranno partecipare ai tre giorni di formazione secondo la programmazione stabilita dopodiché vi sarà una giornata, a distanza almeno di un mese dal termine dei tre giorni, in cui si svolgeranno gli esami per l’ottenimento del titolo di Cognitive Sport Trainer Metodo Benso.
Il titolo di Cognitive Sport Trainer Metodo Benso prevede per il suo mantenimento in essere un aggiornamento da farsi ogni due anni.
Tra i trainer saranno in seguito reclutati i formatori per l’ulteriore divulgazione del Metodo.
Questo titolo verrà rilasciato dopo due giornate di formazione specifica da parte dell’équipe del metodo Benso. Sarebbe auspicabile che una di queste giornate coincidesse anche con la quarta giornata di verifica per l’ottenimento del titolo di trainer.
I formatori potranno a loro volta organizzare corsi per l’ottenimento del titolo di Cognitive Sport Trainer Metodo Benso. Tali corsi prevedono comunque il consenso e la direzione da parte dell’équipe del Metodo Benso.
Si potranno comunque organizzare avvenimenti tramite il CONI di Trento dove potranno inserirsi i formatori come docenti retribuiti.
Punti chiave della formazione
L’Efficacia dei trattamenti non dipende tanto dal tipo di training, dal materiale, dai contesti, ma da particolari manovre e conoscenza che derivano dai modelli neurofisiologici e cognitivi delle neuroscienze (soprattutto nell’ambito della formazione degli apprendimenti sia cognitivi che motori).
Tutto ciò che attiva la DLPFC e l’executive attention compresa la WMC è un ottimo allenamento per lo sviluppo di questi circuiti di controllo e memorizzazione.
Ricordiamo che abilitare o allenare vuol dire ottenere nuove informazioni in memoria e quindi apprendere).
Pertanto proponiamo esercizi che misurano e/o stimolano i circuiti di controllo (CEN), le operazioni di inserimento/ disinserimento dei sistemi attentivi attuate dai Salience Network (SN) e la gestione dei Default Mode Network (DMN). Vedere Uddin & Menon (2010); Uddin (2015); Menon (2015).
- RIELABORAZIONE IN MEMORIA DI LAVORO
- N BACK (Pedrites, 2000; Frith, 2000)
- COMPITI DI SHIFTING (INTRADIMENSIONALI, EXTRADIMENSIONALI E REVERSE; Davidson et al 2006, Robbins, 2007; Ikosaka,Isoda,2010)
- IMMAGINE VISIVA;IMMAGINI MOTORIE (Buccino 2020)
- DOPPI COMPITI CHE PORTANO AL LIMITE (TARATO) LE RISORSE DELL’EXECUTIVE ATTENTION E QUINDI DELLA WMC ( Rypma & D’Esposito, 2003; Varela-Vásquez et al., 2020)
Tutto ciò si traduce operativamente con le seguenti manovre che identificano il Metodo Benso.
- – Attivazione dei 4 sistemi, arousal, motivazioni, emozioni positive e dell’avvio (attraverso il sistema di allerta)
- – Operazioni di riaggiornamento e rielaborazione in memoria di lavoro e di controllo esecutivo: doppi compiti, n-back ed esercizi con interferenza che portano anche all’autoregolazione)
- – La capacità di variare le risposte, le regole, le strategie in base al contesto e al progetto (shifting e flessibilità cognitiva).
- – Il potenziamento dell’attenzione sostenuta (anche attraverso il sistema di allerta), ciò porta anche ad una migliore capacità di gestire la frustrazione.
- – Esercizi di immagine visiva per attivare e potenziare i sistemi attentivi esecutivi e la memoria di lavoro.
Non dimenticando la necessarietà delle precise tarature sul soggetto (adattività) e le qualità empatiche motivanti e di conoscenza dei modelli da parte degli operatori.
